Il gruppo nasce nel 1975, con una denominazione ispirata all’orto botanico omonimo dell’Università di Firenze, antichissimo luogo d’incontri culturali ed artistici. Avvalendosi della collaborazione di Totò Savio e di Giancarlo Bigazzi, i quattro giovanissimi del Giardino ottengono subito eclatanti risultati di vendita ! ! !
Infatti, "M’innamorai" (Festivalbar) e "Tu ca’ nun chiagne", contenuti nell’album "Giardino dei Semplici", nel gennaio del 1976 compaiono, contemporaneamente, nei primissimi posti della Hit Parade nazionale. La caratteristica vocalità corale che ricorda stilisticamente gruppi di fama internazionale : Queen, Bee Gees... ed il suono squisitamente mediterraneo, s’impongono ancora nell’estate dello stesso anno con il brano "Vai" . Al Festival di Sanremo del 1977, il Giardino dei Semplici propone con grandissimo successo la canzone "Miele", divenuta, col tempo, un indimenticabile "evergreen" della fine degli anni ’70. L’anno successivo, le classifiche specializzate registrano un’altra affermazione di vendita del gruppo napoletano : "Concerto in la minore" (Festivalbar). Negli anni ’80, quelli del Giardino producono con la Wea un LP, in dialetto partenopeo, molto apprezzato dalla critica e dal pubblico : "Bianco e Nero", che segna l’inizio dell’era del nuovo potere napoletano. Il 1982 e 1983 datano, rispettivamente, due lavori : "E amiamoci" e "Giallo" in cui il Giardino dei Semplici canta l’amore nelle sue innumerevoli sfaccettature. "Ed è subito Napoli", nel 1985, restituisce splendore a dodici brani classici napoletani, rielaborati con grande gusto e destinati ad un pubblico più giovane. Successivamente il gruppo pubblica varie compilations di successi, compie tournée in paesi esteri (USA, Svizzera, Germania, Romania). Nel 1989 pubblica "Zingari", in cui le atmosfere della musica etnica si mescolano a quelle di matrice orientale, con affascinanti risultati d’ascolto. Il 1993 segna la nascita di un nuovo lavoro interamente in vernacolo dal titolo "8, 48, e 27", caratterizzato dall’uso di strumenti prevalentemente mediterranei, si inserisce a pieno titolo nella new age del suono partenopeo fuso agli inconfondibili impasti vocali del Giardino dei Semplici.
 
 
 
 


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